Il lavoro del videoterminalista

Lavoro ai videoterminali

 

Si definisce Videoterminale (VDT) uno schermo che sia alfanumerico o grafico indipendentemente dal tipo di procedimento di visualizzazione utilizzato.

Posto di lavoro: l’insieme che comprende tutte le attrezzature necessarie ad eseguire il lavoro e anche l’ambiente di lavoro circostante.

Il lavoratore al videoterminale è colui che usa per almeno 20 ore settimanali, pause escluse, il videoterminale, questi lavoratori sono sottoposti all’art. 173 del D.Lgs 81/2008, sono tenuti a visita medica e ad un esame degli occhi e della vista da parte del medico competente ogni 5 anni.

Logo sicurezza lavoroLa visita di controllo avviene ogni 2 anni per le persone con età maggiore di 50 anni o per tutti gli altri lavoratori ritenuti idonei con prescrizione medica.

Il comma 3 dell’art. 175 prevede delle pause di 15 minuti ogni 120 minuti di applicazione continuativa al VDT, con pausa non si intende la possibilità di andare a prendersi un caffè, ma solo il diritto ad allontanarsi dal VDT e dedicarsi ad attività alternative senza guardare il VDT.

Il medico competente può stabilire una diversa durata e frequenza delle pause in casi individuali.

Il VDT non è causa di effetti nocivi irreversibili, né a breve né a lungo periodo, eventuali radiazioni sono rilevabili solo a pochi millimetri di distanza dallo schermo.

Il lavoro al VDT può tuttavia evidenziare l’esistenza di disturbi visivi preesistenti, la maggior parte di questi disturbi non dipende dall’apparecchiatura utilizzata, ma dall’ambiente circostante, per cui dovuti ad insufficiente o eccessiva illuminazione, presenza di riflessi da superfici lucidi, luce diretta proveniente dalle finestre o da fonti artificiali, presenza di superfici di colore estremo (bianco o nero), insufficiente definizione dei caratteri sullo schermo.

I disturbi visivi provocati da un eccessivo affaticamento dell'apparato visivo prende il nome di ASTENOPIA

I disturbi associati a questa sindrome sono:

  • fatica muscolare
  • fatica accomodativa
  • fatica percettiva (visione annebbiata, visione sdoppiata)
  • irritazione oculare (lacrimazione , fastidio alla luce, bruciore, senso di corpo estraneo, ecc.)

Non esistono comunque prove mediche che dimostrino che l’utilizzo del VDT possa causare danni permanenti all’apparato visivo.

I danni maggiori che possono derivare dal lavoro al VDT, dipendono essenzialmente da una scorretta postura.

I problemi relativi all’apparato locomotore possono essere: dolori, rigidità, parestesie localizzate agli arti

Le cause di tali disturbi possono essere riconducibili alla inadeguatezza del posto di lavoro che obbliga l'operatore ad assumere posizioni fisse prolungate e spesso non corrette, in particolare:

  • posizioni di lavoro scorrette per l'errata scelta e disposizione degli arredi e dei VDT
  • posizioni di lavoro fisse o mantenute per tempi prolungati anche in presenza di postazioni di lavoro ben strutturate
  • movimenti ripetitivi e rapidi delle mani, digitazione o uso del mouse per tempi lunghi